La carta vincente per la battaglia contro il cancro della cervice uterina è la prevenzione; il tumore origina da un’infezione HPV e dalle pre-cancerosi offrendo così un lungo periodo di tempo in cui poter intervenire su queste anomalie benigne prima che ci sia la trasformazione tumorale.

Ci sono due strategie preventive:

  1. Vaccinazione HPV (prevenzione primaria); prevenzione delle pre-cancerosi
  2. Screening periodici (prevenzione secondaria); identificazione ed eliminazione chirurgica delle pre-cancerosi.

Vaccino contro gli HPV

Da qualche anno è disponibile il vaccino contro gli HPV 16 e 18, responsabili del 70% dei casi di tumore cervicale: si è dimostrato efficace nel prevenire i precursori del carcinoma, legati a HPV 16 e 18. Il massimo beneficio si ottiene prima dell’esposizione all’HPV, che di solito avviene con i primi rapporti sessuali. Per questo il vaccino è raccomandato e gratuito a 11 anni, anche se è approvato dai 9 anni in su.

Può essere somministrato a ragazze e donne che hanno già avuto rapporti sessuali e si è dimostrato utile nel prevenire la ricomparsa di alterazioni da HPV in donne che siano state già trattate per tali alterazioni. L’efficacia del vaccino è, invece, ridotta se è presente un’infezione da HPV 16 o 18 al momento della vaccinazione. Consiste di tre dosi da iniettare per via intramuscolare nell’arco di 6 mesi. La vaccinazione è anche disponibile per i giovani maschi fino a 25 anni.

Esami di screening per il tumore della cervice

Vi sono due test di screening, il PAP test ed il test HPV.

  1. Il Pap test è stato fino a oggi utilizzato come primo esame di screening ginecologico per la prevenzione del tumore cervicale. Se il Pap test risulta alterato è possibile eseguire un secondo esame, la colposcopia, che consente di notare alterazioni visibili al collo dell’utero. Questo è un esame che permette di visualizzare attraverso lenti di ingrandimento la cervice uterina e con l’aiuto di coloranti specifici evidenziare un’area anomala; per confermare od escludere la presenza di una alterazione pre-cancerosa si effettua una biopsia. La biopsia consiste nel prelievo di tessuto cervicale e della sua analisi in laboratorio al microscopio. Non è dolorosa e si effettua senza anestesia. Tali alterazioni, di solito pretumorali, possono essere eliminate con un piccolo intervento. Esiste la possibilità di eseguire un test per identificare la presenza di HPV oncogeni.
  2. L’HPV test è usato da solo oppure con il Pap test nello screening del tumore cervicale e ci permette di riconoscere le donne che non presentano il fattore di rischio, cioè l’infezione da HPV, consentendo loro di eseguire controlli ginecologici a distanza di anni. Le pazienti che risultano positive devono eseguire esami di approfondimento quali Pap test o colposcopia. Avere un test HPV positivo non comporta essere infetti e trasmettere malattie; il test ha lo scopo di indicare quale intervalli e modalità di screening siano necessari.

Vaccino e screening con HPV test e Pap test sono sinergici nella prevenzione del tumore del collo dell’utero.

Quando ci si trova in stato avanzato del carcinoma

A volte capita che il carcinoma della cervice sia diagnosticato quando già invasivo. Questo purtroppo è comune in donne che non hanno mai eseguito lo screening e presentano già sintomi quali perdite ematiche vaginali anomale, in particolare dopo i rapporti sessuali.

La diagnosi di un tumore invasivo si esegue tramite esame istologico che definisce l’infiltrazione del carcinoma e, se il tumore è già avanzato, con una visita ginecologica approfondita, ecografia transvaginale, TAC o risonanza magnetica, PET che definiscono il volume del tumore e l’eventuale stadio, necessario per definire l’iter terapeutico.

Sarà poi compito dello specialista fornire le diverse opzioni per il trattamento.

LEGGI LE LINEE GUIDA E RACCOMANDAZIONI AOGOI

Pap test e HPV: i test per la prevenzione al cancro della cervice uterina